Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del recente incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) dal titolo “Dispositivi Medici e competitività industriale: il ruolo strategico del settore in Italia” organizzato da Confindustria Dispositivi Medici (CDM) con il patrocinio dello stesso MIMIT.
Partendo dall’analisi del “Rapporto PRI 2026” (Produzione, Ricerca e Innovazione – PRI) e dal “Valore della filiera dei dispositivi medici” gli autorevoli relatori coinvolti hanno ben rappresentato l’importanza strategica del settore.
Sono anni che, con ammirevole perseveranza, gli addetti ai lavori continuano a ripeterlo in tutte le occasioni, ottenendo il plauso delle Istituzioni e della Politica. Al momento solo quello.
Si realizzano importanti studi che meriterebbero di essere la base di conoscenza sulla quale sviluppare proposte normative che affrontino le criticità e rispondano ai bisogni del settore. Ma il condizionale è d’obbligo perché, fino ad oggi non è mai successo nulla di apprezzabile.
Un esempio per tutti è l’incapacità di trovare una soluzione definitiva a quel mostro chiamato “payback” per gli anni 2019/2025. Incontri, manifestazioni, articoli ed interviste e poi nulla. La questione è ancora aperta con l’incertezza che ne deriva, soprattutto per le piccole imprese.
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