Il nuovo supermuscolo artificiale per robot “soffici” e di piccole dimensioni è italiano

Può sollevare fino a 70 volte il suo peso, è economico da produrre e se ne possono mettere diversi in serie in modo da dare al robot ancora più forza. Inoltre il muscolo può diventare un generatore che riconverte fino al 20% dell’energia meccanica delle sue pulsazioni in elettricità, ed è quindi promettente per i robot autonomi alimentati da batterie, perché può allungarne la durata.

Lo hanno sviluppato ricercatori della Scuola Sant’Anna di Pisa e delle Università di Trento e di Bologna, ed è descritto in uno studio pubblicato su Science Robotics con primo autore Marco Fontana, docente di ingegneria meccanica alla Scuola Sant’Anna. Il muscolo funziona grazie a una struttura fatta di sottili pellicole polimeriche, simile al mantice di una fisarmonica e quindi in grado di allungarsi e contrarsi: a determinare questi movimenti sono forze di attrazione elettrostatica. Questo tipo di muscoli, leggeri e di piccole dimensioni, diventeranno cruciali per i robot del futuro, che saranno sempre più diffusi e si troveranno ad operare autonomamente in spazi condivisi con gli umani, dove robot grandi e pesanti non sarebbero pratici.

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