Conosciamo le aziende italiane protagoniste del Progetto imPURE, partiamo da Producta

Come già annunciato nei mesi scorsi, distrettobiomedicale.it, il portale dedicato al Distretto Biomedicale Mirandolese, è una delle sei realtà italiane che partecipano al progetto di ricerca europeo imPURE che ha ricevuto un contributo di circa 5,8 milioni di Euro dalla Commissione Europea. Si tratta di uno dei 23 progetti selezionati e finanziati nell’ambito del programma UE Horizon 2020 per fronteggiare le problematiche emerse con il dilagare della pandemia da Covid-19 relativamente alla difficoltà nell’approvvigionamento di dispositivi medici. Il progetto si propone di sviluppare un nuovo concetto di produzione estremamente flessibile sfruttando la tecnologia dell’Additive Manufacturing e le più innovative soluzioni digitali fra cui sensoristica di nuova generazione e intelligenza artificiale. imPURE coinvolgerà complessivamente 19 partner di 8 diversi Paesi europei, coordinati dall’Università Tecnica di Atene.

Sono 6 le aziende italiane partecipanti al progetto, oltre a distrettobiomedicale.it sono presenti Sidam di Mirandola, Iungo di Modena, Warrant Hub di Correggio (RE), Stil Gomma di Bergamo e Producta di Macerata.

Abbiamo deciso di raccontare con un’intervista le 5 realtà made in Italy, partendo da Producta.

“Producta – spiega Dimitri LADIKOS, direttore commerciale -, nasce nel 1976 con obiettivo dichiarato quello di realizzare soluzioni custom e prodotti ad hoc secondo precise specifiche in conformità con quanto richiesto dal mercato e dalle normative internazionali. Una realtà imprenditoriale di oltre 40anni che ha fatto delle tecnologie digitali e delle metodologie di progettazione all’avanguardia il proprio punto di forza, realizzando e costruendo al proprio interno matrici e filiere per la produzione di profili tecnici estrusi e componenti stampati per i più svariati campi di applicazione dall’architettonico al medicale. Questo è stato possibile anche grazie all’utilizzo di differenti tecnologie e processi di lavorazione applicate ad un ampio spettro di polimeri tra cui le gomme vulcanizzate in EPDM compatto ed espanso e le gomme siliconiche, nonché PVC rigidi e plastificati e gomme termoplastiche in TPE-S e TPE-V. Di ultima generazione l’implementazione di una divisione interna dedicata alla estrusione di specifiche famiglie di tecnopolimeri come le poliammidi caricate per la produzione di profili ad elevate prestazioni termoisolanti nell’ottica di sostenere il mercato di riferimento e la propria clientela nella transizione ecologica, sempre più sensibile alla razionalizzazione dei consumi energetici e alla riduzione di emissioni di CO2. Ad oggi l’azienda è diventata un punto di riferimento nel settore edilizio, automotive ed elettrodomestico esportando circa l’80% della propria produzione e vantando al suo attivo collaborazioni di eccellenza con multinazionali sia nazionali che Europee”.

Nel progetto imPURE che ruolo avete e quale sarà la vostra attività?

“Producta ha un ruolo strategico nella definizione e nella implementazione di materiali performanti e conformi alla produzione della mascherina di protezione COVID-19 oltre che alla implementazione e riconversione delle proprie linee produttive esistenti per la realizzazione della stessa. Inoltre l’azienda avrà un ruolo primario e strategico negli studi applicativi di riciclabilità dei materiali scelti orientati alla possibilità di riutilizzo delle mascherine a fine vita in altri settori industriali non più come materiali di scarto ma come valore aggiunto sotto forma di polimero post-produzione riutilizzabile come materia prima durante la produzione di altri prodotti. La nostra mission ha avuto da sempre un occhio attento alla tutela dell’ambiente che ha permesso nel tempo di sviluppare collaborazioni di ricerca e sviluppo confluite in brevetti innovativi riconosciuti e premiati dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 per la crescita sostenibile e la riciclabilità dei materiali”.

Che tipo di competenze state mettendo a servizio del progetto?

“Come anticipato Producta sta mettendo a disposizione del progetto imPURE i suoi Studi e Ricerche tecnologiche avanzate nell’ambito della riciclabilità su scala industriale di prodotti che hanno completato il proprio ciclo di vita economico-tecnico. Specificatamente i nostri tecnici apporteranno il Know-How di processo sulla de-vulcanizzazione e il riutilizzo di scarti destinati a discarica come polimeri ad elevato valore aggiunto sotto forma di materia prima post-produzione con caratteristiche prestazionali del tutto paragonabili a quelle dei materiali ottenuti con polimeri vergini. La collaborazione con Università nazionali e internazionali nonché la cooperazione con centri di ricerca qualificati ha permesse di implementare lo sviluppo nell’ambito dell’innovazione di processo/prodotto di de-vulcanizzazione e riciclo applicandolo a differenti macrogruppi polimerici come le gomme EPDM e Siliconiche nonché differenti tipologie di Termoplastici e termoindurenti permettendo a così a Producta di potersi considerare a pieno titolo azienda pionieristica nel campo dell’economia sostenibile in grado di facilitare il disinquinamento e la tutela dell’ambiente come dimostrato dalla sensibilità crescente e dall’ingente investimento a livello europeo con il programma pluriennale Horizon 2020”.

Qual è la sfida più impegnativa che state affrontando nell’ambito del progetto?

“La sfida più impegnativa che stiamo affrontando insieme ai nostri partner del progetto imPURE sta proprio nello sviluppo di una mascherina anti COVID-19 realizzata con Tecnologie connesse a materiali orientati ad un’industria sostenibile, in grado di facilitare la produzione a basse emissioni di carbonio, e ad alto risparmio energetico evitando così la destinazione a discarica di milioni di mascherine, un problema che mostrerà tutta la sua forza impattante una volta che la fase di urgenza della pandemia sarà rientrata su canali più facilmente gestibili a livello globale”.

Al di là di imPURE state portando avanti altre innovazioni o ne avete presentate di recente sul mercato? Su quali fronti e con che investimenti?

“Sempre nell’ampio filone rappresentato dall’economia sostenibile, stiamo sviluppando prodotti estrusi innovativi ad elevate prestazioni isolanti.Specificatamente siamo già in fase avanzata di sperimentazione di innovativi materiali compositi per l’ottenimento di nuove linee di profili estrusi “LOW LAMBDA – Basso emissive”; Si consideri che la problematica ambientale legata alla produzione di emissioni nel settore edile è prioritaria e i dati che emergono sono allarmanti visto che proprio Il comparto delle costruzioni sarebbe responsabile del 36% del consumo finale di energia e del 39% delle emissioni totali di biossido di carbonio a livello mondiale. Le attività svolte e gli ingenti investimenti apportati da PRODUCTA hanno permesso di acquisire nuove conoscenze sulle nanotecnologie e sui materiali espansi che strutturati e combinati hanno permesso di ottenere risultati molto promettenti in termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2”.

Quali sono i profili professionali cui guardate con maggiore attenzione?

“Laureati e periti tecnici industriali orientati soprattutto ad una conoscenza in ambito chimico e nella chimica applicata ai materiali industriali, nonché ingegneri meccanici per lo sviluppo e l’implementazione dei processi produttivi”.