IP Pills di Bugnion Spa: “Il valore invisibile delle ricerche brevettuali: perché l’informazione viene prima dell’innovazione”

a cura di Aldo Paparo, consulente in proprietà industriale presso Bugnion Spa

 

Ogni qualvolta un inventore realizza un’invenzione che risolve un problema tecnico ci si trova di fronte a un bivio: depositare una domanda di brevetto, o procedere con una ricerca brevettuale?

Non esiste una risposta univoca al quesito così come non esiste un’unica strategia ripetibile in ogni situazione. Sicuramente è buona prassi, prima di depositare una domanda di brevetto, censire le ricerche svolte dall’inventore preliminarmente alla realizzazione dell’invenzione, definendo lo stato della tecnica nel campo di applicazione della propria invenzione e individuando eventuali soluzioni tecniche concorrenti volte a risolvere in modo alternativo, o in modo incompleto, il problema tecnico che ha affrontato l’inventore.

 

In questo contesto, ciò che l’inventore è in grado di reperire sul web o partecipando a fiere di settore non è però da considerarsi esaustivo dal momento che potrebbero esistere brevetti depositati (o domande di brevetto depositate) che non hanno mai avuto un seguito produttivo-commerciale. Questi documenti anteriori, più semplicemente anteriorità, sono, molto spesso, i documenti con cui un esaminatore svolge un esame di validità della domanda di brevetto depositata a tutela della propria idea.

 

Può quindi capitare che l’inventore, reputando attendibili le ricerche svolte autonomamente, scopra, purtroppo solo a deposito effettuato, che qualcun altro, in altro Paese distante da quelli monitorati, abbia depositato un brevetto o una domanda di brevetto che anticipa in toto o parzialmente la propria idea (si ricorda che la novità di una domanda di brevetto è un requisito che viene analizzato rispetto a tutte le pubblicazioni brevettuali e non pubblicate nel mondo anteriormente la data di deposito della propria domanda).

 

Per questo motivo, si consiglia di valutare attentamente l’opportunità di svolgere, preliminarmente al deposito di una domanda di brevetto, una ricerca di novità.

 

Per contro è doveroso specificare che le ricerche non sono infallibili. Vi sono infatti limiti oggettivi e insuperabili che non consentono di fornire certezze circa l’assoluta novità di un’idea.

 

Tra questi limiti si può citare:

periodo di segretezza: una domanda di brevetto, una volta depositata, rimane segreta per diciotto mesi dalla data di deposito. Questo significa che una domanda anteriore altrui depositata sei mesi prima la propria domanda non è rintracciabile attraverso una ricerca brevettuale o, in altre parole, che le ricerche brevettuali possono esaminare lo stato dell’arte precedente un anno e mezzo prima la data di svolgimento della ricerca.

 

classificazioni dei brevetti: durante lo svolgimento di una ricerca brevettuale si procede a identificare una classificazione brevetti entro la quale può rientrare la propria invenzione. Per errori di classificazioni o per domande di brevetto che, a causa di un oggetto esteso di tutela vengono classificate in classi affini ma non identiche, può capitare che una domanda di brevetto non sia ricompresa nell’insieme inizialmente circoscritto entro il quale svolgere la ricerca.

 

facilità interpretativa di alcune banche dati: ogni nazione adotta come lingua procedura di deposito quella nazionale. È pertanto comprensibile come possano essere facilmente consultabili le banche dati in inglese, tedesco e francese e più ostiche le banche dati in giapponese, cinese o cirillico (certo, esistono le traduzioni automatiche ma nemmeno queste sono da reputarsi completamente attendibili).

 

Molto spesso sono i tempi e il budget a definire la strategia preliminare al deposito. Una esposizione imminente non consente, per motivi di tempo, lo svolgimento di una ricerca così come una suddivisione delle voci di budget non consente di allocare alla voce “brevetti & marchi” anche il costo di una ricerca di anteriorità.

 

Un consiglio che un consulente dovrebbe dare è quello di esser pazienti evitando essere assaliti dalla fretta. Se un inventore ha impiegato mesi, in alcuni casi anni, per la realizzazione della propria invenzione è opportuno dedicare tempo anche alla fase di deposito di una domanda di brevetto. Il dialogo tra consulente e inventore è fondamentale per comprendere lo stato della tecnica, rintracciare anteriorità trovate dall’inventore sul mercato e rintracciabili dal consulente sulle banche dati brevettuali, ponderare qualunque informazione da ricomprendere nella domanda prima di procedere con il deposito.

 

In un contesto economico in cui la conoscenza è uno degli asset più preziosi, la capacità di accedere e interpretare l’informazione brevettuale costituisce un importante vantaggio competitivo. Per questo motivo, investire nelle ricerche brevettuali non significa soltanto proteggere le proprie invenzioni, ma anche costruire una strategia di innovazione più solida, consapevole e orientata al futuro.

 

Innovare è umano, tutelare è Bugnion