PAYBACK, CONFINDUSTRIA DM: Il rinvio alla Corte UE conferma la necessità di fare chiarezza sul meccanismo

Le ordinanze del Consiglio di Stato di ieri, che rimettono alla Corte di giustizia dell’Unione europea la questione relativa al payback sui dispositivi medici per il 2015-2018, aprono un nuovo e rilevante passaggio nel contenzioso che coinvolge le imprese del settore.

 

Il rinvio porta la vicenda al vaglio della giustizia europea e richiama l’attenzione sulla necessità di verificare la compatibilità del meccanismo con i principi e le garanzie dell’ordinamento dell’Unione.

 

“Il rinvio alla Corte di giustizia europea – ha dichiarato Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici – rappresenta un passaggio importante, che conferma la complessità di una vicenda ancora aperta. Ma è soprattutto sul futuro che dobbiamo intervenire, e farlo rapidamente, con soluzioni strutturali in Legge di Bilancio. La Corte costituzionale nel 2024 ha ricondotto il payback 2015-2018 a un contributo di solidarietà temporaneo. Oggi dobbiamo evitare che un meccanismo nato per rispondere a una situazione circoscritta continui a gravare strutturalmente sulle imprese. Servono regole certe, sostenibili e prevedibili, che consentano alle aziende di programmare gli investimenti e garantiscano la continuità delle forniture al Servizio sanitario nazionale”.

 

“Il contenzioso europeo non può essere la risposta a un problema che richiede una soluzione politica – conclude Faltoni –. La prossima Legge di Bilancio deve rappresentare l’occasione per avviare un percorso concreto di superamento del payback e costruire una nuova governance della spesa, fondata sulla programmazione dei fabbisogni, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie attraverso l’Health Technology Assessment. È questa la strada per coniugare sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, accesso all’innovazione e capacità delle imprese di investire in Italia”.

 

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