A partire da oggi, 11 settembre 2026, i fabbricanti di prodotti con elementi digitali devono segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi in tempi rapidi, con un rapporto finale – da inviare al CSIRT ed ENISA – entro 14 giorni dal rilevamento.
L’entrata in applicazione dei nuovi obblighi legati al Cyber Resilience Act (CRA) porta quindi la cybersecurity a diventare un elemento sempre più centrale nella gestione dei prodotti con elementi digitali. Per i fabbricanti, questo significa non limitarsi alla verifica della sicurezza del prodotto, ma adottare un approccio strutturato e continuo, capace di accompagnare il prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
Cosa serve, quindi, per avanzare verso il miglioramento continuo della sicurezza ai sensi del CRA?
🔹 Classificare criticità e priorità di intervento su prodotti e processi, individuando gli aspetti che richiedono maggiore attenzione e definendo un ordine di priorità per gli interventi.
🔹 Verificare la conformità della supply chain, considerando anche il ruolo dei fornitori e dei partner nel garantire la sicurezza complessiva del prodotto e dei relativi processi.
🔹 Definire il monitoraggio delle vulnerabilità, predisponendo modalità e strumenti per individuare, valutare e gestire tempestivamente eventuali nuove vulnerabilità che potrebbero emergere nel tempo.
🔹 Validare l’idoneità finale del prodotto all’immissione sul mercato UE, verificando che il prodotto e i processi associati rispondano ai requisiti previsti prima della sua commercializzazione.
🔹 Adottare un approccio strutturato alla cybersecurity lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione allo sviluppo, dall’immissione sul mercato alla gestione delle vulnerabilità e degli aggiornamenti successivi.
Il CRA richiede quindi un percorso organizzato e continuativo, nel quale sicurezza, conformità e gestione del rischio devono essere integrate nei processi aziendali.
Riparti da qui con il CRA Readiness Check di TÜV Rheinland: https://tuv.li/1mBv