a cura di Lisa Preti, consulente in brevetti presso Bugnion Spa
Il percorso per ottenere un brevetto può sembrare tortuoso, ma in realtà segue una traiettoria ben definita, che inizia con il deposito di una domanda e si conclude, in caso di esito positivo, con la concessione del titolo. Comprendere ogni fase è fondamentale per evitare errori che potrebbero compromettere l’intero procedimento.
L’iter inizia con il deposito della domanda di brevetto che è composta da: descrizione dettagliata dell’invenzione, rivendicazioni (che specificano l’ambito di tutela, ossia cosa si intende proteggere) e, se necessari, i disegni tecnici. Redigere questi documenti con attenzione è di vitale importanza, poiché qualsiasi errore o imprecisione in questa fase iniziale può pregiudicare il successo della procedura. Infatti, il testo della domanda depositata non si può modificare in modo sostanziale e nuove caratteristiche tecniche o dettagli precedentemente omessi non possono più essere introdotti.
La domanda di brevetto viene poi depositata presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e rimane segreta per 18 mesi. Questo periodo offre all’inventore la possibilità di valutare la situazione strategica e decidere se continuare con la procedura di concessione.
Durante questa fase, l’UIBM avvia un esame preliminare formale tramite il quale viene verificata la completezza della documentazione, il corretto pagamento delle tasse e che l’invenzione non rientri nelle categorie escluse dalla brevettabilità. Questo esame preliminare si conclude generalmente entro i primi 3 mesi dal deposito.
Se l’esame preliminare ha successo, la domanda passa alla fase più critica: la ricerca di anteriorità. Per l’Italia, questo compito è svolto dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO). L’EPO esegue una ricerca approfondita in tutte le banche dati mondiali per individuare invenzioni simili o identiche già esistenti. L’obiettivo è verificare che l’invenzione rispetti i tre requisiti fondamentali: novità, attività inventiva e applicabilità industriale.
La ricerca si conclude con un rapporto di ricerca e un’opinione scritta, che vengono inviati al richiedente, entro circa 8 mesi dal deposito.
Questi documenti sono di grande valore, non solo per l’esito della domanda nazionale, ma anche per valutare l’opportunità di estendere la protezione all’estero avvalendosi del diritto di priorità. Tale facoltà è garantita entro 12 mesi dal deposito.
Dopo aver ricevuto il rapporto di ricerca, il richiedente ha la possibilità di presentare all’UIBM una replica alle eventuali obiezioni sollevate dall’Esaminatore. Entro tre mesi dalla scadenza del periodo di segretezza, si possono inviare osservazioni o apportare modifiche alla descrizione e alle rivendicazioni per soddisfare i requisiti di novità e attività inventiva.
L’iter si conclude in genere entro 24-30 mesi dal deposito. L’esito può prevedere la concessione del brevetto, un titolo che ha una durata di 20 anni a partire dalla data di deposito, oppure il rifiuto della domanda. Contro il rifiuto è ammesso un ricorso da presentare entro 60 giorni dalla comunicazione ufficiale.
Questo processo rigoroso garantisce che la protezione legale sia riservata solo alle innovazioni che rappresentano un reale progresso tecnologico, trasformando l’ingegno in un vantaggio competitivo protetto.
Innovare è umano, tutelare è Bugnion