A cura di Giorgia Rasmi, consulente in brevetti presso Bugnion SPA
Quando si parla di tutela dell’innovazione, il pensiero corre spesso, in prima battuta, al brevetto per invenzione industriale. Esiste però un altro strumento di proprietà industriale che può rivelarsi particolarmente utile per chi sviluppa prodotti e dispositivi: il brevetto per modello di utilità.
Nel settore biomedicale molte innovazioni non consistono in rivoluzioni tecnologiche, ma in miglioramenti che rendono un dispositivo più sicuro, ergonomico, affidabile o semplice da utilizzare. È proprio in questi casi che il modello di utilità può rappresentare una forma di tutela efficace.
Che cos’è un modello di utilità?
Ai sensi dell’articolo 82 del Codice della Proprietà Industriale, possono essere protetti come modelli di utilità i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, strumenti, utensili, oggetti d’uso o loro parti.
In termini pratici, mentre il brevetto per invenzione tutela una nuova soluzione tecnica a un problema, il modello di utilità protegge miglioramenti strutturali o costruttivi che consentono a un prodotto già noto di essere utilizzato in modo più efficace o più agevole. Si pensi, ad esempio, a una nuova configurazione di impugnatura che rende uno strumento chirurgico meno affaticante da utilizzare oppure a un sistema di regolazione rapida di un tutore ortopedico che consente al paziente di adattarne facilmente la vestibilità.
Quali requisiti deve possedere?
Per ottenere la tutela, il modello deve anzitutto essere nuovo, ossia non essere stato divulgato al pubblico prima del deposito della domanda.
Inoltre, deve conferire al prodotto una particolare efficacia o comodità d’impiego, ad esempio attraverso una migliore ergonomia, una maggiore sicurezza operativa o una più semplice modalità di utilizzo.
Quali differenze rispetto al brevetto per invenzione?
La durata della protezione conferita dal brevetto per modello di utilità è pari a 10 anni dalla data di deposito, rispetto ai 20 anni previsti per il brevetto per invenzione.
Il brevetto per invenzione protegge nuove soluzioni tecniche caratterizzate da un significativo contributo inventivo. Il modello di utilità, invece, riguarda principalmente miglioramenti della forma, della struttura o della configurazione di oggetti esistenti che ne aumentano l’efficacia o la praticità d’impiego.
Anche l’oggetto della tutela può risultare differente. Mentre il brevetto per invenzione può riguardare prodotti, dispositivi, composizioni chimiche, formulazioni farmaceutiche, metodi e procedimenti, il brevetto per modello di utilità, dalla forte connotazione pratica, è destinato a proteggere oggetti fisici e loro caratteristiche strutturali o costruttive, risultando quindi non adeguato a tutelare metodi, procedimenti e formulazioni.
In alcuni casi può non essere immediato stabilire quale sia la forma di protezione più adatta a una determinata innovazione.
Per questo motivo il Codice della Proprietà Industriale consente la conversione di una domanda di brevetto per invenzione in una domanda di modello di utilità, e viceversa. La conversione può avvenire su iniziativa del richiedente oppure nel corso dell’esame della domanda.
Questa possibilità può risultare particolarmente utile quando una soluzione, pur non possedendo i requisiti necessari per un brevetto per invenzione, presenti comunque caratteristiche tali da giustificare una tutela come modello di utilità.
Perché può essere una scelta strategica?
Per molte imprese il modello di utilità rappresenta un importante strumento di valorizzazione dell’innovazione incrementale.
Il modello di utilità consente inoltre di proteggere quegli accorgimenti costruttivi che rendono un prodotto più pratico, sicuro o confortevole da utilizzare, riducendo il rischio che tali accorgimenti vengano facilmente replicati dai concorrenti.
I costi di deposito e mantenimento sono generalmente contenuti, caratteristica che lo rende particolarmente interessante per startup e PMI. Inoltre, consente di proteggere quegli accorgimenti costruttivi che migliorano l’esperienza d’uso di un prodotto e che spesso costituiscono un concreto vantaggio competitivo.
In settori tecnologici, compreso quello biomedicale, in cui i prodotti vengono frequentemente aggiornati e perfezionati, dieci anni di protezione possono risultare sufficienti o adeguati a coprire il ciclo di vita commerciale di un prodotto, prima che venga reputato obsoleto o sostituibile con una sua versione tecnologicamente aggiornata.
In conclusione, il brevetto per modello di utilità non è una versione ridotta del brevetto per invenzione, ma uno strumento complementare per proteggere innovazioni che migliorano concretamente l’efficacia e la praticità d’uso dei prodotti. Per le aziende del settore biomedicale, il brevetto per modello di utilità rappresenta una soluzione accessibile ed efficace per valorizzare quelle caratteristiche costruttive che aumentano sicurezza, ergonomia e facilità d’impiego, contribuendo alla differenziazione sul mercato e al raggiungimento di un vantaggio competitivo.
Innovare è umano, tutelare è Bugnion