Conoscere i propri valori è un primo passo fondamentale per prevenire le malattie cardiovascolari e individuare precocemente le persone a rischio, come richiama l’Unione europea con il lancio della prima EU Screening Week, in occasione della Giornata mondiale del cuore.
La sfida per il nostro Paese è fare in modo che a questa maggiore consapevolezza per i pazienti corrisponda un sistema in grado di accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi, dal trattamento al follow-up. Per questo Confindustria Dispositivi Medici rilancia la proposta del Piano cardiovascolare per l’Italia, sottoscritto insieme alle principali società scientifiche italiane di cardiologia – ANMCO, AIAC, GISE, ITACARE-P, SIC e SICVE – e in linea con la strategia europea del Safe Heart Plan, per rafforzare la continuità assistenziale e ridurre la frammentazione dei percorsi di cura.
Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia, con oltre il 30% dei decessi, e hanno un impatto rilevante anche sulle risorse del Servizio sanitario nazionale. I ricoveri ospedalieri per patologie cardiovascolari pesano oltre 16 miliardi di euro l’anno e si stima che circa un ricovero su quattro per scompenso cardiaco o fibrillazione atriale potrebbe essere evitato attraverso una gestione più efficace sul territorio.
“La direzione indicata dall’Europa rappresenta un’importante occasione per rafforzare la prevenzione cardiovascolare. Ora dobbiamo fare in modo che l’intercettazione precoce del rischio si traduca in percorsi assistenziali chiari, integrati e omogenei, capaci di accompagnare il paziente nel tempo. La frammentazione ancora presente tra ospedale e territorio e le differenze nell’organizzazione dell’assistenza rendono necessario rafforzare la presa in carico multidisciplinare e definire PDTA nazionali per le principali patologie cardiovascolari, così da migliorare gli esiti e ridurre i ricoveri evitabili”, dichiarano le società scientifiche GISE-Società italiana di cardiologia interventistica, ITACARE-P Italian Alliance for Cardiovascular Rehabilitation and Prevention e SIC-Società italiana di cardiologia.
“Nelle patologie cardiovascolari la continuità della presa in carico è fondamentale: prevenzione, diagnosi, cura e follow-up non possono essere momenti separati. Il PNRR ha dato strumenti importanti per rafforzare l’assistenza territoriale, dalle Case della Comunità all’assistenza domiciliare, fino alle Centrali Operative Territoriali e alla telemedicina. Ora è necessario fare un ulteriore passo e trasformare queste capacità organizzative e tecnologiche in componenti stabili di modelli di presa in carico definiti e condivisi a livello nazionale, integrandole con l’attività ospedaliera e con il follow-up del paziente. In questo modo prevenzione, assistenza territoriale, ospedale, telemedicina e monitoraggio possono diventare parti di un unico percorso, con benefici per i pazienti e per la sostenibilità del sistema”, ha dichiarato Paola Pirotta, Presidente dell’associazione Assobiomedicali di Confindustria Dispositivi Medici.
A partire da questa esigenza, il Piano cardiovascolare per l’Italia, proposto dalle principali società scientifiche della cardiologia insieme a Confindustria Dispositivi Medici, indica una strategia nazionale per integrare prevenzione, assistenza e presa in carico, valorizzando gli investimenti già realizzati e orientando la programmazione ai bisogni di salute. Tra le priorità, la definizione di PDTA nazionali chiari e omogenei per le principali patologie cardiovascolari. Un punto di partenza esiste già: il Ministero della Salute ha sviluppato una metodologia per la valutazione dei PDTA, applicata inizialmente allo scompenso cardiaco, con indicatori di processo e di esito per monitorarne l’efficacia.
Focus – Piano cardiovascolare per l’Italia: le 10 priorità di sistema