A cura di Giorgia Rasmi, consulente in brevetti presso Bugnion Spa.
Per una realtà produttiva, le fiere di settore rappresentano una vetrina per mostrare al pubblico i risultati di ricerca e sviluppo, per stringere relazioni commerciali e per avere contezza di dove si stia muovendo l’interesse generale. Non si può tralasciare che una fiera rappresenta anche una piazza strategica in cui le imprese possono avere un aggiornamento in merito a quali tecnologie i competitor stiano sviluppando.
Nel settore biomedicale, l’innovazione corre veloce ma richiede tempi di ricerca e sviluppo molto lunghi. Per questo motivo, e per evitare di vanificare anni di sforzi, diventa fondamentale approfittare delle fiere come vetrina commerciale e occasione di studio della concorrenza, evitando quanto più possibile di esporsi ai rischi legati ad una non corretta tutela di quando ricercato e inventato.
Ecco un vademecum operativo su come muoversi prima e durante la fiera, per valorizzare l’innovazione e limitare al contempo comportamenti potenzialmente deleteri.
Prima della fiera: preparazione strategica
Il successo e la sicurezza sono costruiti nei mesi precedenti all’evento fieristico. Ridursi all’ultimo potrebbe aumentare il rischio di rendere meno solida la propria posizione.
In primo luogo, è consigliabile investire del tempo per fare un inventario rigoroso di dispositivi, materiale informativo, brochure, video che verranno esposti allo stand, con l’intenzione di mostrarli al pubblico.
Il materiale tecnico è, quindi, da dividersi in due categorie: i prodotti tutelati da brevetti o da domande di brevetto (per invenzione o per modello di utilità), o registrati come design, vanno discriminati dai prodotti non protetti da un titolo di proprietà industriale.
In Europa e in gran parte del mondo, l’esposizione in fiera di un prodotto non brevettato equivale a una divulgazione distruttiva della novità. Nella maggior parte dei casi, dopo la fiera il trovato non potrà più essere brevettato dall’avente diritto, che, pur non volendo, in questo modo regala una idea al mercato.
Nel caso in cui i prodotti non tutelati siano meritevoli di una protezione, è caldeggiato procedere quanto prima allo studio e alla strutturazione di una strategia di tutela, depositando un relativo brevetto per invenzione, per modello di utilità o di un design.
Questo passo consente di attribuire una datazione certa al trovato, conferendogli una priorità anteriore alla fiera e rendendo più sicure le successive divulgazioni durante l’evento fieristico.
Se la fiera di settore, come spesso accade, espone l’impresa ad un pubblico internazionale, è suggerito procedere o valutare la possibilità di estendere all’estero eventuali domande depositate in precedenza, definendo in quali Paesi di interesse strategico estendere la tutela. Tale operazione deve avvenire tassativamente entro i termini previsti (di 12 mesi per le domande di brevetto italiane).
Nel decidere cosa tutelare e cosa tralasciare, non vanno trascurati aspetti come la comodità d’uso e l’aspetto del prodotto. Nel settore biomedicale l’ergonomia e il design contano e possono arrivare a discriminare un prodotto di successo da un equivalente o un analogo meno appetibile.
Se un dispositivo biomedicale, già noto, è stato modificato per renderlo più comodo, si può valutare il deposito di un modello di utilità. Se un dispositivo è stato reso esteticamente più accattivante o gradevole, si può registrare un relativo design, che agisce come deterrente alla realizzazione di copie esteticamente uguali o simili, che possono creare confusione nel mercato.
Durante la fiera: consapevolezza dei prodotti e dei comportamenti
Se ci si trova a gestire prodotti già tutelati, è consigliabile sfruttare l’effetto deterrente della trasparenza: se la domanda è depositata ma non ancora concessa, è buona prassi indicarlo chiaramente su cartelli, video e brochure con la dicitura Patent pending o Domanda di brevetto depositata o Domanda di brevetto pendente. Se il brevetto è concesso, invece, è possibile indicare la dicitura Patented o Brevettato. Entrambi questi avvisi possono essere efficaci per scoraggiare eventuali concorrenti malintenzionati. Analogamente, si può indicare quando un design è stato registrato per il prodotto con apposita marcatura o con la dicitura Reg. Des. o Design registrato.
Dei prodotti tutelati è possibile parlare con un maggior grado di libertà, descrivendo quali sono i risultati ottenuti o parlando di come operano. Tuttavia, laddove possibile, è meglio assumere comunque un atteggiamento conservativo ovvero di non condivisione di ogni dettaglio o specifica tecnica. Sebbene l’idea sia tutelata, svelare nel particolare come funziona potrebbe conferire un vantaggio ad altri soggetti, regalando informazioni preziose.
La situazione si fa decisamente più delicata con i prodotti non tutelati o gestiti come segreto industriale, una scelta frequente nel biomedicale per quanto riguarda, ad esempio, algoritmi integrati a macchinari o processi di produzione. In questo caso, la strategia vincente è quella della “scatola nera”, mostrando cosa fa il dispositivo e i suoi effetti, ma non come tali effetti siano raggiunti.
Se si decide di portare in fiera un prototipo avente componenti nuove e non tutelate, queste ultime devono essere fisicamente schermate o rese non visibili. Parallelamente, è suggerito applicare un divieto a foto e video ravvicinati del dispositivo da parte di visitatori, ad arginare quanto più possibile pratiche di reverse engineering della soluzione. Anche il materiale di marketing e informativo deve essere valutato in modo analogo, evitando raffigurazioni eccessivamente particolareggiate del trovato.
Qualora un intero dispositivo o macchinario non sia stato ancora tutelato, è buona norma mantenerlo protetto in un’area riservata del padiglione, consentendo l’accesso contingentato alle sole persone di interesse, previa firma di un accordo di riservatezza. Di pari passo, tale dispositivo o macchinario non deve comparire nel materiale destinato al pubblico.
Qualora durante l’esposizione si rilevino comportamenti sospetti, è bene non agire di impulso, ma prendere nota di comportamenti potenzialmente ambigui, quali domande insistenti, fotografie “rubate” allo stand o ai suoi prodotti, visite ripetute senza una apparente o palese giustificazione.
Un atteggiamento aggressivo, seppur in ottica di difesa, può essere un deterrente non solo per il visitatore sospetto, ma, in modo indesiderato, anche per le altre figure che intendono approcciare lo stand, compromettendo in parte la buona riuscita e il pieno potenziale dell’evento.
Buona pratica è rilevare comportamento sospetto, mantenere un atteggiamento vigile e di osservazione e rivolgersi al proprio consulente in proprietà industriale, comunicando l’accaduto. Il consulente saprà affiancare l’espositore, suggerendo quale azione è meglio intraprendere o come arginare l’atteggiamento sospetto, tutelando il proprio assistito.
La fiera rappresenta il punto d’incontro cruciale tra innovazione e mercato. Affrontarla con una chiara strategia di Proprietà Industriale permette di trasformare un potenziale rischio in un vantaggio competitivo strategico. Proteggere le proprie idee oggi significa mettere al sicuro il futuro commerciale dell’azienda. Buona fiera!
Innovare è umano, tutelare è Bugnion