All’inizio dello scorso dicembre 2026, la signora Angela di 73 anni è stata trasferita d’urgenza presso Maria Pia Hospital di Torino con una grave dissecazione dell’aorta toraco-addominale, in condizioni cliniche critiche sia sotto il profilo emodinamico sia neurologico. La patologia coinvolgeva l’intera aorta, inclusi i tronchi sovraortici deputati all’irrorazione cerebrale, rendendo necessario un intervento immediato.
L’operazione cardiochirurgica di estrema complessità, condotta in arresto di circolo e in ipotermia moderata, ha richiesto l’impiego di tecniche avanzate di perfusione cerebrale selettiva. In questo contesto, il sistema di circolazione extracorporea sviluppato da Eurosets, azienda biomedicale parte di GVM Care & Research, ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire il supporto vitale durante l’intervento, assicurando un controllo preciso dei parametri di perfusione e contribuendo alla protezione degli organi, in particolare del cervello.
“I dispositivi di circolazione extracorporea di ultima generazione consentono un supporto cardiocircolatorio e respiratorio avanzato anche nei contesti più complessi, in quanto sono in grado di sostituire temporaneamente le funzioni meccaniche del cuore e dei polmoni in attesa della loro ripresa funzionale”, commenta Antonio Petralia, Direttore tecnico-scientifico e Amministratore Delegato di Eurosets.
L’intervento è stato eseguito dal prof. Davide Ricci, responsabile della Cardiochirurgia di Maria Pia Hospital, e dalla sua equipe, e ha avuto esito positivo grazie alla prontezza e competenza di tutti i professionisti: un lavoro di squadra di tutto il team del blocco operatorio per la rapidità di azione. Trattandosi di patologia tempo dipendente l’immediata risposta in termini di attivazione e preparazione della sala operatoria fa la differenza.
“L’operazione ha previsto la riparazione della valvola aortica, la sostituzione dell’aorta ascendente e dell’arco aortico e un intervento di debranching con sostituzione dei tronchi sovraortici (tronco anonimo e arteria carotide comune sinistra) – spiega il prof. Ricci –. Quest’ultima in particolare è una procedura che consente di riposizionare i vasi diretti al cervello in una zona più prossima al cuore, approccio che ci ha permesso di affrontare l’emergenza e che rappresenta anche una scelta strategica per il futuro: infatti, qualora la porzione residua di aorta dovesse dilatarsi, sarà possibile intervenire per via endovascolare attraverso l’arteria femorale, impiantando un’endoprotesi e riducendo significativamente il rischio operatorio rispetto a un nuovo intervento cardiochirurgico maggiore”.
Il decorso post-operatorio, seppur complesso, si è concluso con il recupero della paziente senza deficit neurologici. Dopo un percorso riabilitativo cardiologico, la paziente è stata dimessa in buone condizioni generali.
“Durante il ricovero sono stati tanti i gesti di affetto ricevuti dal personale – racconta la signora Angela -. Un sorriso, una carezza di conforto, una battuta per risollevare il morale hanno contribuito a rendere meno faticosa la degenza e più rapido il recupero. Le dimissioni dall’ospedale sono state un momento di grande emozione, non solo quando ho abbracciato il prof. Ricci che mi ha permesso di riprendere la mia vita da dove si era interrotta, ma anche per il saluto a tutti quei volti che, per quasi due mesi, mi hanno assistita, incoraggiata e accompagnata per mano verso la guarigione. Sono davvero grata a tutti loro”.